(nuovo fuori tema, di nuovo No MUOS… e sono anche appena tornato in Sicilia, per la precisione al fantastico Vallone delle Pezze, proprio a due passi da Ragusa)
da ragusa alla val susa senza catene
si parte e si torna insieme
GENTE STRANA POSSE feat BONNOT_dalla valle all’isola
(via storiedilottediamore)
Source: filavaracne



![30 luglio 2012, da Caltanissetta a Roma.
Circa 930 km percorsi in meno di 12 ore: partenza alle 17 e qualcosa, arrivo poco prima delle 5 del mattino successivo.
Il giorno dopo esser tornato insieme a Enzo dal Vallone delle Pezze - compiendo questo tragitto in direzione contraria - ho approfittato del fatto che i miei genitori e il mio altrettanto amato Ciro sarebbero tornati al loro campeggio [cfr. qui] per avere un primo passaggio particolarmente comodo, fino all’imbarco dei traghetti Messina - Villa San Giovanni [tragitto A-B].
Il passaggio successivo - trovato dopo circa una mezz’ora di attesa - è stato altrettanto comodo, dato che Domenico detto Mimmo e Francesco detto Ciccio, due distinti autostoppisti-in-gioventù di Castel di Judica (tra Enna e Catania), stavano andando proprio a Roma, precisamente alla Federazione Italiana Badminton, a ritirare i tappetini-campo per praticare tale sport (che, ho scoperto, è uno dei più diffusi al mondo, soprattutto in Asia) poiché Mimmo è un insegnante di educazione fisica, oltre che un appassionato di giocoleria; mentre Ciccio invece è un musicista di pianobar professionista.
Il viaggio notturno si è svolto, in completo relax e senza parlare di granché [a parte un accenno al veganismo in seguito alla doverosa sosta alla gasolinera Frascineto Est], col mio zaino a prendere il fresco nel vano di carico del pick-up, e io e Ciccio a sonnecchiare mentre Mimmo guidava… finché, giunti ormai alle porte di Roma, un piccolo malfunzionamento del motore ha leggermente rallentato l’andatura, facendo saltare la proposta dei due di accompagnarmi fino alla mia meta.
Cosa che in ogni caso avrebbe creato loro non poche difficoltà, dato che erano ormai in preda alla classica sindrome (a suo tempo ci passai anch’io) del provinciale che, sbalzato nella grande metropoli, non può che affidarsi al navigatore satellitare, salvo poi avere serie difficoltà a seguirne le indicazioni…
Comunque, in un modo o nell’altro siamo arrivati alla loro destinazione e, dopo averli salutati, grazie alla prima corsa mattutina del tram 2 dell’ATAC ho raggiunto la stazione metro Flaminio, dove un provvidenziale tornello aperto mi ha permesso di prendere la Metro fino a Termini e da lì a Garbatella.](http://25.media.tumblr.com/tumblr_m88t5lkawZ1r89pyfo1_r1_400.png)

![22 luglio 2012, da San Giorgio di Gioiosa Marea (ME) a Caltanissetta.Circa 200 km percorsi in 3 ore: partenza alle 18, arrivo alle 21.
Non si tratta di autostop, stavolta, dato che ho compiuto il tragitto con i miei genitori, mio fratello e Ciro. L’ora in più rispetto al necessario è stata dovuta a svariati kilometri di coda presso il casello di Buonfornello [punto B], cosa che ha causato anche un incidente di percorso: nonostante le mie insistenze, mio padre non ha voluto fermarsi per farmi scendere nella corsia d’emergenza con Ciro, col risultato che lui mi ha involontariamente “marcato il territorio” addosso…Questo vegabondaggio mi ha riportato nella mia città natia esattamente 100 giorni dopo averla lasciata: molto meno di quanto avrei creduto, di certo, dato che l’itinerario che avevo pensato è stato rimandato di qualche mese a causa di tutte le cose interessanti capitatemi nel frattempo. Ma appena una settimana di pausa e si riparte…](http://25.media.tumblr.com/tumblr_m7mm9cOj9G1r89pyfo1_1280.png)

![21 luglio 2012, dal traghetto sullo Stretto di Messina a San Giorgio di Gioiosa Marea (ME).
Circa 70 km percorsi in 4 ore: partenza alle 2.00, arrivo alle 6.00.
Questo vegabondaggio [come sempre, il corsivo rimanda al Glossario] rappresenta la seconda parte del mio ritorno in Sicilia, spezzato in due anche a causa di un bug in Google Maps che al momento non consente di inserire negli itinerari il traghetto sullo Stretto di Messina. Ecco come si è svolto:
Durante la (prima) traversata dello Stretto ho compiuto l’errore tattico di lasciare i miei bagagli a bordo dell’auto di Lino, il ragazzo che mi aveva dato il passaggio fin sopra il traghetto… infatti uno zaino sulle spalle fa la differenza tra un autostoppista e un presunto serial killer, come avevo già avuto modo di imparare nel tragitto M-N di questo vegabondaggio, quandoavevo tentato di andare da Palermo a Trapani senza bagagli; per la cronaca, in quell’occasione sono riuscito ad arrivare solo a metà strada, così Alessandra e Ruben mi sono venuti a recuperare col loro Furgone [tragitto N-O] e il giorno dopo ci ho riprovato, stavolta con lo zaino, riuscendoci [tragitto O-P].
Data l’ora tarda ho preferito, anziché andare con Lino fino all’imbocco dell’autostrada dove avrebbe proseguito in direzione opposta alla mia, rimanere a bordo per dormire un po’ durante il ritorno a Villa San Giovanni e chiedere nuovamente passaggi durante la successiva traversata fino a Messina. Cose che, prima di trovare un passaggio in direzione Palermo, ho fatto entrambe per due volte… venendo svegliato la prima volta dal vento e la seconda dal personale di bordo, preoccupato che volessi scendere.
Passaggio A-B fino a Tindari Nord: Antonino, di Campobello di Mazara, alpino presso L’Aquila; fino allo sbarco abbiamo parlato della sua esperienza di militare (tra cui due missioni in Afghanistan), dopodiché l’elevata velocità e la musica dance a tutto volume ci hanno impedito di conversare, permettendomi però di assopirmi 5 o 10 minuti…
Passaggio B-C fino a destinazione: Nunzio, napoletano ma abitante a Lignano Sabbiadoro dove ha un ristorante, e alla ricerca di un modo per aprirne uno a San Giorgio per l’ottimo motivo di essersi «di nuovo innamorato, alla tenera età di 59 anni», di una donna originaria di tale frazione di Gioiosa Marea. Oltre a questo, mi ha raccontato dei suoi trascorsi di hippie e autostoppista-in-gioventù, quando ha girato mezza Europa dormendo nelle carrozze dei treni e fabbricando e vendendo collanine in ferro.
Concludo ricapitolando la manciata di piccole coincidenze tra questo vegabondaggio e quello immediatamente precedente: su appena sette passaggi, due li ho avuti da ragazzi (Luca e Lino) originari del Sud Italia ma abitanti a Roma, e che stavano raggiungendo le proprie fidanzate ancora più a sud; ho incontrato due persone (Federico e Lino) decisamente predisposte ad affrontare l’argomento veganismo; e ben tre passaggi mi sono stati dati da campani (Ciro, Gioacchino e Nunzio… e ho il sospetto che anche il casertano Filippo sarebbe rientrato in questa categoria) che mi hanno parlato della loro famiglia particolarmente numerosa, tanto da superare abbondantemente, in tutti e tre i casi, la mezza dozzina tra figli e nipoti.](http://24.media.tumblr.com/tumblr_m7p0x0o7Ax1r89pyfo1_1280.png)
![16 aprile 2012, da Ragusa all’A3, km 181.
Circa 460 km percorsi in 9 ore e mezza.Per questo vegabondaggio [come sempre il corsivo indica le parole definite nel Glossario], si ringraziano:
Ruben [passaggio A-B da Ragusa alla SS 514], che da sincero grande amico qual è, oltre ad avermi ospitato per la notte e offerto una fantastica cena (pasta alla crema di ceci e insalata di erbe selvatiche del Vallone con alghe wakame), ha anche insistito per accompagnarmi, insieme a Lupa sul mitico Furgone, fino a una gasolinera fuori città, tra l’altro attraversando una della parti più belle della Sicilia.
Cassandra e Andrea [passaggio B-C dalla SS 514 a San Giovanni la Punta], due musicisti alternativi anzichennò, di cui segnalo in particolare l’originale Buzz Tour. La quasi totalità del passaggio però è stata dedicata alla mia attività preferita, la veganizzazione, con Andrea che - anziché porsi sulla difensiva come tanti onnivori - confermava le mie parole e Cassandra che si documentava in tempo reale, tramite il suo smartphone, sui benefici salutistici della dieta vegana dopo che gliene avevo spiegato le motivazioni etiche. Sono soddisfazioni.
Antonello e Jill [passaggio C-D da San Giovanni la Punta a Calatabiano Ovest], di Piedimonte Etneo lui, di Boston ma trapiantata in Italia da 5 anni lei; dopo un interessante scambio di opinioni su turismo di massa e viaggi organizzati o meno (lavorano nel settore delle crociere, e forse proprio per questo apprezzano molto di più il viaggio “all’avventura”), si sono rivelati anche loro molto interessati al veganismo, che in un modo o nell’altro riesco quasi sempre a infilare nel discorso ;)
Paolo e Laura [passaggio D-E da Calatabiano Ovest a Messina], un distinto avvocato autostoppista-in-gioventù (Messina-Parigi in 4 giorni… bel risultato, anche se conosco chi c’è riuscito in metà tempo) e una sua cliente, che mi hanno gentilmente accompagnato fin quasi al traghetto.
Il maltempo, o meglio la breve pausa che mi ha concesso durante la passeggiata [tragitto E-F] sul lungomare di Messina.
Giovanni e Teresa [passaggio F-G da Messina a Castrovillari], coppia di simpaticissimi psicologi con cui sono stati affrontati tutti gli argomenti che più mi stanno a cuore, sia quelli per fortuna concreti come il veganismo e l’ateismo (loro sono credenti ma siamo riusciti a confrontarci rispettando le reciproche idee), sia quelli utopici come il primitivismo e il superamento dell’uso del denaro, e anche quelli più controversi come la mia avversione per la medicina.
Nonostante i due fossero diretti a Roma, che era anche la mia meta (sebbene avessi comunque in programma una sosta all’altezza di Salerno), nessuno di noi ci è arrivato poiché il caso ci ha messo lo zampino… e se ce l’avesse messo un secondo prima o dopo dubito che sarei qui a raccontarlo: un sasso delle dimensioni di un pallone da calcio, “schizzato” dalle ruote di un camion che veniva dalla direzione opposta (poiché la meravigliosa A3 è in perenne stato di lavori in corso, si trovava nella stessa carreggiata), si è schiantato contro la parte anteriore dell’auto, sfondandone il cofano e spaccandone il radiatore. Se fosse arrivato al parabrezza -questione di pochi centimetri- Giovanni avrebbe fatto una brutta fine e probabilmente noi con lui…](http://25.media.tumblr.com/tumblr_m2ou1aIhND1r89pyfo1_400.png)
![11 aprile 2012, da Ficarazzi (CT) a Caltanissetta, 123 km percorsi in un totale di circa 2 ore [attese incluse, tranne quella dell’autobus].Poca roba, giusto per riprendere l’abitudine e ricominciare ad abbronzarmi l’avambraccio ;)
Per questo vegabondaggio [al solito, il corsivo rimanda al Glossario] si ringraziano:
Massimo [A-B da Ficarazzi a Catania], il mio primo passaggio in una Smart :D ma non il primo, e certamente nemmeno l’ultimo, in cui la conversazione è presto virata su discorsi nazionalpopolari da bar.
L’autobus 628R dell’ATM, per l’attesa di oltre mezz’ora che mi ha consentito di leggere un po’ ;) [avrei impiegato di meno a percorrere lo stesso tragitto a piedi, ma credevo d’essere molto più distante]
Mattia e Ana [C-D da Catania a Gravina], adorabile coppia interculturale, lui catanese e lei brasiliana, con un’amica autostoppista addirittura in Amazzonia!
Tutti gli anonimi che si sono fermati per caricarmi in D -unico posto dove l’attesa ha superato il quarto d’ora, e nemmeno di molto- ma andavano verso i paesi etnei.
Alessandro [D-E da Gravina a Gelso Bianco Nord] che, nonostante dovesse uscire per l’aeroporto Fontanarossa, si è offerto di allungare non poco il suo tragitto per lasciarmi alla gasolinera.
Giancarlo [E-F da Gelso Bianco Nord a Caltanissetta]… di tutte le persone con cui sono riuscito a tentare opera di veganizzazione, lui è stato il più interessato e propenso a comprendere il punto di vista dell’antispecismo: nient’altro che uno dei tanti semi che pianto più o meno indiscriminatamente nelle coscienze altrui lungo il mio cammino, certamente, ma credo che da questo qualche germoglio potrebbe spuntare…](http://24.media.tumblr.com/tumblr_m2blqmAvP11r89pyfo1_1280.png)

![Da Roma a Caltanissetta, 17/18 febbraio 2012
Percorsi circa 915 km in circa 20 ore e mezza: partenza alle 17 di venerdì 17 [alla faccia della superstizione], arrivo alle 13.30 di sabato 18.
Ringraziamenti per questo vegabondaggio [al solito, rimando al Glossario per le definizioni dei termini in corsivo]:
Adriano [passaggio A-B dall’imbocco dell’A24 a Portonaccio alla gasolinera Tiburtina Sud]; vista la brevità del passaggio, anziché la conversazione c’è da segnalare solo la barba :) ma è stato fondamentale per farmi partire dopo un’attesa tutto sommato brevissima.
Le numerose persone che [in B] hanno accettato di darmi un passaggio, ma andavano verso nord oppure uscivano dalla A24 prima del raccordo.
Lanfranco [passaggio B-C da Tiburtina sud al casello di Valmontone]; per un’altra delle assurde coincidenze che mi capitano ultimamente, si trattava di un simpatico e intelligente vegetariano-in-veganizzazione; abbiamo molte conoscenze in comune nell’ambiente dell’attivismo romano, ed è stato alcune volte al REWILD cruelty-free club, il ristopub vegan da me co-fondato alcuni anni fa. Conversazione molto interessante, anche al di là di questi argomenti.
La fragilissima montatura dei miei occhiali, che rompendosi per l’ennesima volta [in C] mi ha reso del tutto convinto che i paesaggi si apprezzano lo stesso anche se un po’ sfocati, e quindi potrei anche farne a meno. [Ma, altrimenti, meglio che quando vado in giro usi l’indistruttibile paio di occhiali di scorta…]
Michele e Vito [passaggio C-D da Valmontone a Casilina Ovest], due simpatici abruzzesi autostoppisti-in-gioventù (o per meglio dire -in-infanzia), e Anna, credo la ragazza di Michele, che oltre a dirmi il suo nome e precisare che lei non è abruzzese non ha proferito parola. I due ragazzi invece, dopo una discussione sul fatto che A.C.A.B., mi hanno raccontato dell’involuzione di Bologna, da fiore all’occhiello della controcultura negli anni ‘90 a città postreazionaria tra Guazzaloca e Cofferati. Dopodiché abbiamo cominciato a scambiarci aneddoti autostoppistici: notevole l’episodio del passaggio dato da un fervente cattolico che li portò a vedere una messa [forse gli scappava un’avemaria], ma poi si scusò con 10.000 lire “per il disturbo”.
Del passaggio D-E da Casilina Ovest a Teano Ovest ho già detto.
Paolo [passaggio E-F da Teano Ovest a Torre Annunziata Ovest], loquacissimo stabiese lanciatosi tra l’altro in un’attenta analisi della situazione socioeconomica mondiale, con risultato nient’affatto banale.
Filippo [passaggio F-G da Torre Annunziata Ovest ad Alfaterna Ovest], giovane cavese che, nonostante la brevità del passaggio, mi ha salvato da un potenziale porro e da una sfilza di esco alla prossima.
Elio e i suoi genitori [passaggio G-H da Alfaterna Ovest a Campagna Ovest], famiglia potentina tanto simpatica e disponibile quanto taciturna. Elio, con dreadlock lunghissimi e cappotto elegante, è l’unico che abbia pronunciato frasi di una certa complessità, anche se perlopiù consistenti nelle indicazioni necessarie alla madre onde passare l’autoradio dalle canzoni dei giovani in gara a Sanremo ai CD di Lucio Dalla.
Ultimo Parri, per la compagnia fattami nelle ore di attesa notturna [circa 2 ad Alfaterna, poco di più a Campagna], e chi me ne ha regalato la storia.
Gli autisti di un autobus di linea diretto a Crotone [passaggio H-I da Campagna Ovest a Frascineto Ovest], e l’autostoppista-in-gioventù Pasquale di Locanda Atlantide, per l’intercessione che li ha convinti a lasciarmi sfruttare uno dei posti liberi [dove ho anche potuto dormire un paio d’ore].
Quattro ragazzi albanesi [passaggio I-J da Frascineto Ovest a Sant’Eufemia/Lamezia Ovest], di cui un paio con accento bresciano, di stanza in Calabria per i sempiterni lavori sull’A3. Mi hanno lasciato un intero sedile del loro furgoncino e non mi hanno rivolto la parola per l’intera durata del passaggio, e così ho aggiunto un’altra ora al [piuttosto scarso] monte-sonno di questo vegabondaggio.
Raffaele e Giuseppe [passaggio J-K da Sant’Eufemia/Lamezia Ovest a Rosarno Ovest], padre e figlio che nonostante fossero in viaggio da ore -partivano da Genova- hanno allungato di un’uscita rispetto alla loro destinazione per lasciarmi alla gasolinera.
Aldo [passaggio K-L da Rosarno Ovest fin sul traghetto a Villa San Giovanni], buffo omino ma al contempo distinto funzionario Telecom in pensione, che mi fatto ripassare le mie ormai datate nozioni di Reti di calcolatori, per poi stupirmi parlandomi degli Illuminati e del Gruppo Bilderberg.
Ulderico [passaggio L-M dal traghetto a Calatabiano Ovest], professore padovano di educazione fisica in pensione, che -complice anche il sonno che ormai mi divorava- si è rivelato una noia incredibile: i discorsi erano partiti bene, con informazioni di prima mano sulla situazione greca e ricordi delle storiche Olimpiadi di Roma del 1960, ma si sono poi velocemente spostati sulle sue peregrinazioni e abitazioni tra Padova, Roma e la Calabria; l’elenco di tutte le relazioni amorose della sua vita; e per finire [nonché per finirMI, se non fossimo arrivati alla gasolinera dove doveva lasciarmi] un corso teorico completo di salvataggio in mare.
Angelo [passaggio M-N da Calatabiano Ovest a Caltanissetta], autista di camion della nettezza urbana ma decisamente a suo agio anche in autostrada, data la velocità con cui abbiamo coperto i non pochi kilometri del passaggio.
Chi m’è venuto a prendere dove ero stato lasciato, chi mi aspettava a casa per farmi [letteralmente] le feste, chi ho sorpreso andandola a prendere io [la stessa che, nonostante l’enorme, inevitabile ansia genitoriale che le provoca, non mi rompe -troppo- le scatole per le mie scelte di viaggio] :)](http://24.media.tumblr.com/tumblr_lzm3xxPuRe1r89pyfo1_500.png)

