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Panorama delle colline marchigiane. Scatto realizzato durante questo vegabondaggio.
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Panorama delle colline marchigiane. Scatto realizzato durante questo vegabondaggio.

    • #2012.06.11
    • #marche
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Scatto realizzato durante questo vegabondaggio (se la memoria non falla, dovrebbe trattarsi di Monteurano).
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Scatto realizzato durante questo vegabondaggio (se la memoria non falla, dovrebbe trattarsi di Monteurano).

    • #2012.06.11
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11 giugno 2012, da Montemarciano (AN) a Montegranaro (MC).Circa 130 km percorsi in 6 ore: partenza alle 15, arrivo alle 21.
Tragitto A-B: al termine del precedente vegabondaggio [il corsivo, come sempre, rimanda al Glossario], dopo essermi reso conto che avevo sbagliato paese, ho raggiunto a piedi il bivio per Marina di Montemarciano (dov’era diretto l’unico abitante del luogo fermatosi durante la passeggiata).
Passaggio B-C fino a Ancona Nord: Giancarlo, in giro alla ricerca di lavoro dopo il ridimensionamento dell’organico nella vicina raffineria (di cui avevo già parlato). Mi ha accompagnato appositamente fino al casello, ma i temi di discussione, dal risentimento per aver avuto solo fregature a causa della sua onestà alla possibilità di cambiar vita (gli ho parlato di WWOOF e permacultura), avrebbero richiesto un passaggio molto più lungo per esser sviscerati.
Passaggio C-D fino a Esino Est: Walter, di Fabriano, diretto a Bologna in visita agli anziani genitori; nonostante la brevità del passaggio (ero erroneamente convinto che la gasolinera in questione offrisse la possibilità di passare dall’altro lato della carreggiata), ho fatto in tempo a scoprire che suo figlio è vegetariano.
Passaggio D-E fino a Metauro Est: Alessandro, abitante in campagna nei dintorni di Firenze, di professione informatore farmaceutico. Nonostante ciò :) mi è stato particolarmente simpatico, anche perché la sua famiglia è piuttosto “avanti” su vari fronti: sono particolarmente attenti all’alimentazione, fanno parte di un G.A.S., le sue bimbe sono pressoché vegetariane di natura e sono state allattate al seno ben oltre l’età canonica…
Passaggio E-F fino a Metauro Ovest: ho attraversato l’autostrada col sottopassaggio, chiaramente pedonale (quindi il percorso è, al solito, indicato erroneamente nella mappa).
Passaggio F-G fino al casello di Porto Sant’Elpidio: Alberto, vegetariano da quasi due decenni, padovano da poco trapiantato per ragioni affettive a Ostuni (BR); stava tornandovi dopo esser stato al festival internazionale dell’arte in strada di Pennabilli (PU) - lui fa teatrodanza - e da lì stava dando un passaggio a Paola, vegetariana tendente al veganismo, dal multiforme talento (al festival faceva body/face painting). Di lei avrò modo di parlare di nuovo prossimamente, ma intanto segnalo una coincidenza: chiacchierando abbiamo scoperto conoscenze comuni tra un suo amico di Ragusa, che fa parte dell’associazione di clownterapia dal simpatico nome Il Resto del Calzino, e i miei carissimi Ruben e Alessandra.
Passaggio G-H fino a Cretarola (dopo un bel pezzo a piedi): Ahmed, pakistano abitante a Fermo; durante il breve passaggio ho scoperto solo che ha due bimbi piccoli nati in Italia.
Passaggio H-I fino a Sant’Elpidio a Mare: dopo un bel po’ d’attesa, ho proseguito nuovamente a piedi, e questo è stato sufficiente a spezzare l’incantesimo poiché quasi subito si è fermato Max, d’origine siculo-sarda ma marchigiano d’adozione, rastafariano (come i ragazzi con cui il giorno prima ero tornato a Milano); fa il DJ spaziando in vari generi, dall’elettro-synth al reggae al folk. Mi ha raccontato di cambiare spesso paese per evitare di esser additato come “quello strambo”, e al riguardo ha citato una delle mie frasi preferite: «voi ridete di me perché sono diverso, io rido di voi perché siete tutti uguali».
Passaggio I-J fino a Montegranaro: Eros, di Monteurano (paese verso cui avevo già fatto un bel po’ di strada a piedi); con estrema gentilezza mi ha accompagnato appositamente fino al centro del paese in cui ero diretto, raccontandomi nel frattempo delle sue avventure “on the road” adeloscenziali, tra Roma, Bologna e l’Abruzzo, in autostop o semplicemente in motorino.
Dal centro di Montegranaro ho proseguito a piedi, di bar in bar, chiedendo informazioni su Alido, la persona che dovevo raggiungere ma di cui avevo perso il numero. Grazie alla disponibilità di vari autoctoni, a un semplicissimo elenco telefonico cartaceo e alla cortesia di un parente di Alido (per fortuna nelle mie ricerche su Internet ne avevo almeno scoperto il cognome), sono riuscito ad ottenere il suo numero di cellulare e a contattarlo. Mentre lo attendevo, ho scambiato aneddoti autostoppistici con gli avventori del bar (uno dei quali si era rivelato particolarmente collaborativo durante la ricerca).
Alido mi ha portato a casa sua e di Lucy, dove mi hanno anche gentilmente ospitato dopo una gradevole serata trascorsa a parlare delle loro decennali esperienze in realtà anarchiche di vario tipo, dai centri sociali a posti occupati in genere.
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11 giugno 2012, da Montemarciano (AN) a Montegranaro (MC).

Circa 130 km percorsi in 6 ore: partenza alle 15, arrivo alle 21.

  • Tragitto A-B: al termine del precedente vegabondaggio [il corsivo, come sempre, rimanda al Glossario], dopo essermi reso conto che avevo sbagliato paese, ho raggiunto a piedi il bivio per Marina di Montemarciano (dov’era diretto l’unico abitante del luogo fermatosi durante la passeggiata).
  • Passaggio B-C fino a Ancona Nord: Giancarlo, in giro alla ricerca di lavoro dopo il ridimensionamento dell’organico nella vicina raffineria (di cui avevo già parlato). Mi ha accompagnato appositamente fino al casello, ma i temi di discussione, dal risentimento per aver avuto solo fregature a causa della sua onestà alla possibilità di cambiar vita (gli ho parlato di WWOOF e permacultura), avrebbero richiesto un passaggio molto più lungo per esser sviscerati.
  • Passaggio C-D fino a Esino Est: Walter, di Fabriano, diretto a Bologna in visita agli anziani genitori; nonostante la brevità del passaggio (ero erroneamente convinto che la gasolinera in questione offrisse la possibilità di passare dall’altro lato della carreggiata), ho fatto in tempo a scoprire che suo figlio è vegetariano.
  • Passaggio D-E fino a Metauro Est: Alessandro, abitante in campagna nei dintorni di Firenze, di professione informatore farmaceutico. Nonostante ciò :) mi è stato particolarmente simpatico, anche perché la sua famiglia è piuttosto “avanti” su vari fronti: sono particolarmente attenti all’alimentazione, fanno parte di un G.A.S., le sue bimbe sono pressoché vegetariane di natura e sono state allattate al seno ben oltre l’età canonica…
  • Passaggio E-F fino a Metauro Ovest: ho attraversato l’autostrada col sottopassaggio, chiaramente pedonale (quindi il percorso è, al solito, indicato erroneamente nella mappa).
  • Passaggio F-G fino al casello di Porto Sant’Elpidio: Alberto, vegetariano da quasi due decenni, padovano da poco trapiantato per ragioni affettive a Ostuni (BR); stava tornandovi dopo esser stato al festival internazionale dell’arte in strada di Pennabilli (PU) - lui fa teatrodanza - e da lì stava dando un passaggio a Paola, vegetariana tendente al veganismo, dal multiforme talento (al festival faceva body/face painting). Di lei avrò modo di parlare di nuovo prossimamente, ma intanto segnalo una coincidenza: chiacchierando abbiamo scoperto conoscenze comuni tra un suo amico di Ragusa, che fa parte dell’associazione di clownterapia dal simpatico nome Il Resto del Calzino, e i miei carissimi Ruben e Alessandra.
  • Passaggio G-H fino a Cretarola (dopo un bel pezzo a piedi): Ahmed, pakistano abitante a Fermo; durante il breve passaggio ho scoperto solo che ha due bimbi piccoli nati in Italia.
  • Passaggio H-I fino a Sant’Elpidio a Mare: dopo un bel po’ d’attesa, ho proseguito nuovamente a piedi, e questo è stato sufficiente a spezzare l’incantesimo poiché quasi subito si è fermato Max, d’origine siculo-sarda ma marchigiano d’adozione, rastafariano (come i ragazzi con cui il giorno prima ero tornato a Milano); fa il DJ spaziando in vari generi, dall’elettro-synth al reggae al folk. Mi ha raccontato di cambiare spesso paese per evitare di esser additato come “quello strambo”, e al riguardo ha citato una delle mie frasi preferite: «voi ridete di me perché sono diverso, io rido di voi perché siete tutti uguali».
  • Passaggio I-J fino a Montegranaro: Eros, di Monteurano (paese verso cui avevo già fatto un bel po’ di strada a piedi); con estrema gentilezza mi ha accompagnato appositamente fino al centro del paese in cui ero diretto, raccontandomi nel frattempo delle sue avventure “on the road” adeloscenziali, tra Roma, Bologna e l’Abruzzo, in autostop o semplicemente in motorino.
  • Dal centro di Montegranaro ho proseguito a piedi, di bar in bar, chiedendo informazioni su Alido, la persona che dovevo raggiungere ma di cui avevo perso il numero. Grazie alla disponibilità di vari autoctoni, a un semplicissimo elenco telefonico cartaceo e alla cortesia di un parente di Alido (per fortuna nelle mie ricerche su Internet ne avevo almeno scoperto il cognome), sono riuscito ad ottenere il suo numero di cellulare e a contattarlo. Mentre lo attendevo, ho scambiato aneddoti autostoppistici con gli avventori del bar (uno dei quali si era rivelato particolarmente collaborativo durante la ricerca).
  • Alido mi ha portato a casa sua e di Lucy, dove mi hanno anche gentilmente ospitato dopo una gradevole serata trascorsa a parlare delle loro decennali esperienze in realtà anarchiche di vario tipo, dai centri sociali a posti occupati in genere.

Source: goo.gl

    • #2012.06.11
    • #vegabondaggi
    • #hitchhiking
    • #autostop
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11 giugno 2012, da Milano a Montemarciano (AN).425 km percorsi in 5 ore e mezza: partenza alle 9, arrivo alle 14.30.Questo vegabondaggio [ricordando che, al solito, il corsivo rimanda al Glossario] ha la particolarità di presentare due passaggi - uno di seguito all’altro - datimi da persone provenienti dalle due zone che hanno la fama, rispettivamente, di peggior regione italiana e di peggior nazione europea per quanto riguarda l’autostop: il Veneto e la Grecia.
Ecco come si è svolto:
Passaggio A-B dal Teatro Ringhiera, punto finale di questo vegabondaggio, alla gasolinera San Giuliano Ovest: come già detto, il mio amico Accio mi ha lasciato sulla tangenziale di Milano alle 2 della notte precedente.
Passaggio B-C fino a Secchia Ovest: Sandro, infermiere/musicista napoletano trapiantato a Como, e Cristina, burattinaia comasca. Per coincidenza, Sandro aveva recentemente dato un passaggio a un altro autostoppista col mio stesso nome. Durante il tragitto ho dato loro qualche suggerimento permaculturale per coltivare il terreno che hanno attorno a casa; abbiamo inoltre parlato di M^C^O, e hanno più volte usato il termine “artistico” per definire il mio stile di vita e i miei vegabondaggi.
Passaggio C-D fino a Santerno Ovest: Paolo, trentino trapiantato a Forlì, autostoppista-in-gioventù, amministratore di una grande azienda produttrice di condizionatori. Tra gli argomenti di conversazione, come spesso capita con capitani d’industria par suo, ci sono stati l’ormai imminente crollo del sistema capitalista, la decrescita, l’economia solidale. Da segnalare alcuni dei suoi precedenti lavori: ha fatto l’importatore di pelli dall’Ucraina (ha smesso per motivi etici) e di legname dalla Russia, cosa che gli ha dato modo di apprezzare luoghi meravigliosi e incontaminati, ma soprattutto un modo meno frenetico di vivere.
Passaggio D-E fino a Rubicone Ovest: Michele, veneto di Bassano del Grappa, autostoppista-in-gioventù (anzi, lui ha usato proprio la parola “vagabondo”), rappresentante di metalli industriali. Durante il passaggio ha dimostrato un’apertura mentale decisamente superiore a quella che viene solitamente attribuita ai suoi corregionali, dando anche particolarmente addosso alla Lega e a chi la vota.
Passaggio E-F fino a Metauro Ovest: Chris, prete ortodosso con tonaca e barba d’ordinanza, e Lefteris, avvocato, che fortunatamente parlava inglese meglio del suo compagno di viaggio; erano diretti a prendere il traghetto Ancona-Patrai, per tornare ad Atene dopo aver acquistato un’auto usata a Bonn. Poiché la mia bibbia, non esattamente aggiornatissima, segnala un’uscita “Marina di Montemarciano” con apertura prevista nel 2010, mi sono fatto lasciare alla gasolinera immediatamente precedente. Per la cronaca, tale uscita non è ancora attiva, quindi ho cercato di ripiegare su Senigallia…
Passaggio F-G fino ad Ancona Nord: l’incredibile assenza di esco alla prossima mi ha fatto pentire di non aver proseguito con i due greci, e alla fine mi ha infatti convinto ad accettare il passaggio di Graziano, commerciante di termoidraulica della zona ma abitante a Rimini.
Passaggio G-H fino a Montemarciano: dopo aver chiesto indicazioni agli avventori di un bar, mentre ancora camminavo - ovviamente col pollice alzato - si è fermata Carla, di Chiaravalle ma d’origine argentina (come ha sottolineato quando le ho detto del mio veganismo). Mi ha raccontato che ogni tanto le è capitato di fare l’autostop per necessità, ma  essendo una bellissima bionda immagino non abbia mai avuto grosse difficoltà. Non avendo particolari impegni, mi ha molto gentilmente accompagnato fino al centro di Montemarciano.
Infine, la menzione speciale di questo vegabondaggio va al proprietario dell’unico router wifi senza protezione nei paraggi del mio punto d’arrivo; infatti, questo mi ha consentito - tramite una veloce ricerca, che avrei decisamente dovuto fare prima di partire - di rendermi conto di essere finito nel paesino sbagliato… mi spiegherò meglio nel prossimo post.
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11 giugno 2012, da Milano a Montemarciano (AN).

425 km percorsi in 5 ore e mezza: partenza alle 9, arrivo alle 14.30.

Questo vegabondaggio [ricordando che, al solito, il corsivo rimanda al Glossario] ha la particolarità di presentare due passaggi - uno di seguito all’altro - datimi da persone provenienti dalle due zone che hanno la fama, rispettivamente, di peggior regione italiana e di peggior nazione europea per quanto riguarda l’autostop: il Veneto e la Grecia.

Ecco come si è svolto:

  • Passaggio A-B dal Teatro Ringhiera, punto finale di questo vegabondaggio, alla gasolinera San Giuliano Ovest: come già detto, il mio amico Accio mi ha lasciato sulla tangenziale di Milano alle 2 della notte precedente.
  • Passaggio B-C fino a Secchia Ovest: Sandro, infermiere/musicista napoletano trapiantato a Como, e Cristina, burattinaia comasca. Per coincidenza, Sandro aveva recentemente dato un passaggio a un altro autostoppista col mio stesso nome. Durante il tragitto ho dato loro qualche suggerimento permaculturale per coltivare il terreno che hanno attorno a casa; abbiamo inoltre parlato di M^C^O, e hanno più volte usato il termine “artistico” per definire il mio stile di vita e i miei vegabondaggi.
  • Passaggio C-D fino a Santerno Ovest: Paolo, trentino trapiantato a Forlì, autostoppista-in-gioventù, amministratore di una grande azienda produttrice di condizionatori. Tra gli argomenti di conversazione, come spesso capita con capitani d’industria par suo, ci sono stati l’ormai imminente crollo del sistema capitalista, la decrescita, l’economia solidale. Da segnalare alcuni dei suoi precedenti lavori: ha fatto l’importatore di pelli dall’Ucraina (ha smesso per motivi etici) e di legname dalla Russia, cosa che gli ha dato modo di apprezzare luoghi meravigliosi e incontaminati, ma soprattutto un modo meno frenetico di vivere.
  • Passaggio D-E fino a Rubicone Ovest: Michele, veneto di Bassano del Grappa, autostoppista-in-gioventù (anzi, lui ha usato proprio la parola “vagabondo”), rappresentante di metalli industriali. Durante il passaggio ha dimostrato un’apertura mentale decisamente superiore a quella che viene solitamente attribuita ai suoi corregionali, dando anche particolarmente addosso alla Lega e a chi la vota.
  • Passaggio E-F fino a Metauro Ovest: Chris, prete ortodosso con tonaca e barba d’ordinanza, e Lefteris, avvocato, che fortunatamente parlava inglese meglio del suo compagno di viaggio; erano diretti a prendere il traghetto Ancona-Patrai, per tornare ad Atene dopo aver acquistato un’auto usata a Bonn. Poiché la mia bibbia, non esattamente aggiornatissima, segnala un’uscita “Marina di Montemarciano” con apertura prevista nel 2010, mi sono fatto lasciare alla gasolinera immediatamente precedente. Per la cronaca, tale uscita non è ancora attiva, quindi ho cercato di ripiegare su Senigallia…
  • Passaggio F-G fino ad Ancona Nord: l’incredibile assenza di esco alla prossima mi ha fatto pentire di non aver proseguito con i due greci, e alla fine mi ha infatti convinto ad accettare il passaggio di Graziano, commerciante di termoidraulica della zona ma abitante a Rimini.
  • Passaggio G-H fino a Montemarciano: dopo aver chiesto indicazioni agli avventori di un bar, mentre ancora camminavo - ovviamente col pollice alzato - si è fermata Carla, di Chiaravalle ma d’origine argentina (come ha sottolineato quando le ho detto del mio veganismo). Mi ha raccontato che ogni tanto le è capitato di fare l’autostop per necessità, ma  essendo una bellissima bionda immagino non abbia mai avuto grosse difficoltà. Non avendo particolari impegni, mi ha molto gentilmente accompagnato fino al centro di Montemarciano.

Infine, la menzione speciale di questo vegabondaggio va al proprietario dell’unico router wifi senza protezione nei paraggi del mio punto d’arrivo; infatti, questo mi ha consentito - tramite una veloce ricerca, che avrei decisamente dovuto fare prima di partire - di rendermi conto di essere finito nel paesino sbagliato… mi spiegherò meglio nel prossimo post.

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